Oltre 600 alpini al Bosco delle Penne Mozze

Lunedì 26 Dicembre 2016


Oltre 600 alpini hanno partecipato sabato scorso alla cerimonia natalizia nel Bosco delle Penne Mozze, a Cison di Valmarino. Un appuntamento tradizionale, giunto alla 21a edizione, che quest’anno ha assunto un tono più solenne, in quanto preparatorio alla grande Adunata del Piave, in programma a Treviso dal 12 al 14 maggio 2017. L’evento infatti è stato patrocinato dal Comitato Organizzatore dell’Adunata e organizzato dalle quattro Sezioni Ana di Vittorio Veneto (in primis poiché il bosco rientra nel territorio di competenza), Conegliano, Valdobbiadene, Treviso; erano presenti tutti e quattro i presidenti sezionali: Francesco Introvigne, Giuseppe Benedetti, Valentino Baron, Raffaele Panno insieme al presidente del Comitato del Bosco Claudio Trampetti.

Tra le autorità i sindaci di Cison Cristina Pin e di Follina Mario Collet con la fascia tricolore mentre il sindaco di Conegliano Floriano Zambon ha voluto essere alpino tra gli alpini. Presenti inoltre i consiglieri nazionali Renato Genovese e Michele Dal Paos (componenti del COA) e il Colonnello comandante del 7° Reggimento Alpini Antonio Arivella nonché il presidente della Sezione Ana di Belluno Angelo Dal Borgo e una delegazione di alpini abruzzesi; 7 i vessilli sezionali, oltre ai 4 trevigiani Belluno, Bolognese Romagnola, Venezia e un totale di 120 Gagliardetti. 

Emozionante l’immagine del Bosco al tramonto con le 2403 stele dedicate ai soldati trevigiani caduti e centinaia di alpini schierati. Accorato il discorso del presidente nazionale dell’Ana Sebastiano Favero che ha riportato l’attenzione ai valori alpini, in un periodo di crisi, violenze, paura. “Il nostro auspicio e impegno va all’unità e alla pace, senza cui non si può guardare al futuro con speranza”. Alla pace facevano riferimento i brani sulla prima Guerra Mondiale letti durante la cerimonia coordinata da Roldano De Biasi, vicepresidente Sezione alpini di Vittorio Veneto: tutte lettere dal fronte nella quali non si parlava di morte e immani sofferenze, che pure ci sono state, ma di racconti sulle tregue di Natale accese come lumi lungo le linee del fronte in tutta Europa, Italia compresa. La lettura è stata arricchita dal canti del Coro Col di Lana diretto dalla maestra Sabrina Carraro e dalle preghiere del diacono Gino Poletto.

Suggestiva la benedizione dello spadino di Giacomo Lucheschi, originario di Colle Umberto e allievo della Scuola Militare Teuliè di Milano. Infine l’accensione del ceppo natalizio il cui scopo in questi tempi bui è: “illuminare le nostre case ma anche il nostro cuore”.

Fonte: www.oggitreviso.it

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