Cison di Valmarino: sole e commozione al 46esimo "Raduno al Bosco delle Penne Mozze"

Domenica 3 Settembre 2017


L’ultima stele è arrivata proprio in questi giorni. E’ la numero 2.404 e ricorda l’alpino Giuseppe Carraro di Mogliano Veneto, morto per malattia contratta sul campo di battaglia. E’ il presidente del Comitato del Bosco delle Penne Mozze Claudio Trampetti a spiegare con la giusta commozione questo lungo e minuzioso lavoro di ricerca volto a porre una stele a ricordo di tutti gli alpini trevigiani morti in guerra. Un luogo della memoria che le Penne Nere amano e che, nelle intenzioni del presidente della Sezione di Vittorio Veneto Francesco Introvigne, potrebbe presto diventare un evento ufficiale del calendario nazionale dell’Ana a cadenza quinquennale.

Sulle note dell’inno di Mameli e della Leggenda del Piave sono state poste le nuove foglie all’albero del ricordo delle sezioni di Luino, La Spezia, Molise, Novara e Vercelli. L’orazione ufficiale, momento focale, è stata tenuta da Alessandro Rossi, già vice presidente nazionale dell’Ana e della sezione di Brescia. Parole forti, a ricordare l’importanza degli alpini, sempre presenti nelle situazioni critiche, a ricordare lo storico errore di eliminare la naja, serbatoio alpino e scuola di formazione per veri uomini. Naturalmente una naja rivista ed adeguata ai tempi moderni, alle esigenze sempre più pressanti di Protezione Civile.

 Il generale Renato Genovese ha presentato due figure importanti e gradite per l’affetto che dimostrano partecipando alle adunate: la vedova del dottor Reginato e il fratello di Emanuela Setti Carraro, la moglie del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, morta insieme al marito per mano della mafia. Si erano conosciuti in ambito alpino.

La messa è stata officiata da don Adriano Sant, parroco di Cison di Valmarino. Dopo la lettura della preghiera dell’alpino, sulle note della banda musicale di Cison e del Coro Ana di Vittorio Veneto, il rompete le righe. Il rancio alpino ha coronato una giornata perfetta, come ogni anno del resto. Questo memoriale è un orgoglio di tutta la sezione. Il plauso per come è tenuto è andato al gruppo alpini di Cison. Sono loro i veri custodi di questo luogo sacro.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
 

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